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Un salotto. Tre donne. Un pianoforte. Un pianista silenzioso ed enigmatico. Suona Chopin.
Chi è? Da dove viene?
E le tre donne chi sono? All'inizio sembrano le Grazie -che si sono sedute sul pianoforte di Chopin bambino. “Vidi le use” ha scritto un poeta.
Forse Chopin bambino ha incontrato le Grazie. Ma le tre donne sono anche le donne della vita di Chopin. La Madre la Sorella la Prima Fidanzata quando ancora è in Polonia.
Una delle tre donne la più giovane una ragazza diafana come un angelo sembra turbata -quasi sconvolta- da quella musica appassionata che il pianista suona con l'intensità di un innamorato. E' una dichiarazione d'amore quella del pianista? E quali convenzioni o opportunità impediscono alla ragazza di accettare? O non è forse che lei è innamorata dell'amore e non di un uomo anche se pianista e innamorato di lei?
La donna più agée tratta il pianista come un oggetto di arredamento e lo ascolta come si ascolta un intrattenitore mentre lei chiacchiera di pettegolezzi di scandali e amicizie con la terza donna che sembra assecondarla.
Cosa lega però le tre?
Ma Chopin lascia la sua Varsavia e le tre donne sonno le streghe che annunciano la caduta della città in mano degli Zaristi (ma anche la futura caduta in mano dei Nazisti).
A Parigi le tre donne sono il mondo salottiero di George Sand e parlano d'amore.
E infine quando la vita di Chopin declina sono le Parche che vengono a chiudere l'esistenza di ogni uomo.
Sono sorelle? Una madre con le figlie? Amiche? Una madre una figlia una cugina?
La serata insomma si presenta in forma di concerto ma diventa molto di più. E' un racconto (frammenti della vita di Chopin)
e una metafora (un tempo di passaggio che racconta il nostro tempo di passaggio) un concerto e uno spettacolo teatrale un
sogno e un viaggio nell'amore (l'amore di coppia ma anche l'amore per la musica e l'arte).
La scena è semplice: un pianoforte alcune sedie un tavolino.
Semplici i costumi nessun fondale. Da questo luogo sospeso allora nasce la magia del racconto.
Giuseppe Verdi