Associazione Studio Novecento

FORMAZIONE PER LE SCUOLE MEDIE

FORMAZIONE PER LE SCUOLE MEDIE

Formazione per le Scuole Medie

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Il Laboratorio Teatrale nella Scuola Media è pensato come una connessione tra quello per la Scuola Elementare e quello per la Scuola Superiore. Si parte dal gioco scenico per arrivare a una maggiore coscientizzazione e formalizzazione.

A seconda che il Laboratorio si svolga con una Prima una Seconda o una Terza son accentuati gli uni o gli altri aspetti –sempre partendo dall'idea che il progetto è sempre riprogettato sulla base di coloro che vi partecipano.
Sulla base di precedenti esperienze è possibile formulare un'ipotesi di laboratorio teatrale che si sviluppi sul triennio della scuola media in un percorso di progressivo approfondimento che accompagni la crescita dei ragazzi in una fase cruciale della loro vita.
Ciascun anno di laboratorio è in sé concluso: quindi porta comunque al compimento di un percorso in sè dotato di senso che si conclude con una sperimentazione-dimostrazione di lavoro in forma di spettacolo-saggio.

Ma ciascun anno di laboratorio si collega agli altri disegnando un arco complessivamente dotato di senso e continuità in cui ogni tappa rappresenta meta di un lavoro e punto di partenza del sucessivo.

Lo spettacolo-saggio dell'ultimo anno è il compimento dell'intero ciclo di lavoro

METODOLOGIA: Sul piano metodologico il lavoro è comunque condotto in modo maieutico stimolando la creatività e la partecipazione dei ragazzi alla costruzione del percorso e dello spettacolo finale.
Così resta comunque escluso un lavoro strettamente tecnico che si presterebbe a pericolosi equivoci ma l'attenzione si concentra sul progressivo approfondimento di possibilità espressive e comunicative e quindi sul controllo dei mezzi personali di comunicazione nonché delle regole che la comunicazione sottendono.
In questo percorso ovviamente si incontrano gradini di complessità crescente e dalla pura esperienza di racconto teatrale di una vicenda si passa progressivamente alla consapevolezza dei mezzi più appropriati ed opportuni per esprimerla fino alla possibilità di controllare e incanalare in senso comunicativo la propria comunicazione.
Lo stesso dicasi per ciò che concerne la creatività. Comunque centrale nel lavoro è lo stimolo alla creatività personale dei ragazzi perché s'impadroniscano delle procedure tipiche della creazione dapprima autonoma e poi progressivamente legata alla possibilità di ri-creare su un testo dato o un testo (teatrale o narrativo) di partenza per giungere alla composizione -nel terzo anno- di un lavoro autonomo che sa ricapitolare in sé le esperienze precedenti e quindi può organizzare tematicamente materiali di diversa provenienza all'interno di una creazione autonoma.

OBIETTIVI: Non c'è chi non veda come obiettivo principale del percorso sia quello di stimolare la creatività personale dei ragazzi avendo ben presente come l'esercizio della creatività sia l'unica attività umana realmente gratuita e cioè che porta in sè -anzi nel 'farsi'- il proprio premio e la propria gratificazione.
Come ormai stabilmente acquisito questo modello di percorso rappresenta un interessante antidoto al disagio giovanile quando non addirittura alla devianza. La possibilità di esprimere sè stessi fuori da schemi precostituiti che non siano quelli della griglia tecnica che garantisce la possibilità di un risultato comunicabile e il piacere di farlo sono indubbiamente due dei mezzi più forti per dare ai ragazzi l'intuizione di possibilità diverse da una frustrante quotidianità quando non addirittura di valori che val la pena di praticare.
Resta escluso com'è ovvio qualunque illusorio tentativo di fare dei ragazzi degli 'attori' nel senso professionale del termine. Per quanto banale sarà bene sottolineare sempre questa avvertenza perchè le illusioni sono facili a nascere.
Obiettivo subordinato ma non secondario perché sottende l'intero percorso è quello strettamente esperienziale.
Il lavoro teatrale condotto in gruppo con la necessità di essere alternativamente tutti protagonisti e gregari nonché l'emozione della creazione che è molto forte e autentica nei suoi momenti migliori e la paura ma anche la felicità dell'andare in scena insieme, del costituire un gruppo che affronta un pubblico cui narra una storia e suscita delle emozioni è un'esperienza di grande valore soprattutto per la memoria emotiva profondamente positiva che lascia.
Altri obiettivi sono poi da cercarsi nella coscientizzazione linguistica, nel rapporto con testi narrativi come materiali con i quali interagire, nella riorganizzazione dei rapporti interni al gruppo classe fuori dalle gerarchie scolastiche, nella scoperta di potenzialità e possibilità spesso nascoste o sopite.

Informazioni pratiche

STRUTTURA: I tre anni sono così organizzati:

I tre anni prevedono ovviamente livelli di complessità diversa per ciò che riguarda le storie narrate.
Il primo anno si può lavorare ancora sullo schema della fiaba, il secondo su un testo narrativo ed il terzo sulla ri-creazione di un testo teatrale.