da “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello
Quando Pirandello alla fine della sua vita scrive i Giganti della Montagna l'opera sembra lontana dalla realtà e la fine della compagnia teatrale della Contessa Ilse un'esagerazione poetica.
Noi oggi sappiamo invece quanto fosse profetico il racconto di Pirandello che come tutti i veri poeti sapeva leggere nel futuro semplicemente perché raccoglieva l'aria del tempo.
E il tempo già annunciava anche se a distanza di decenni la crisi di un intero sistema teatrale e ancor di più di un'intera cultura.
I Giganti di Pirandello oggi riempiono gli stadi e le platee delle TV rincorrono denaro vacanze e beni materiali mentre i teatri si svuotano i libri invecchiano sugli scaffali e tutto ciò che riguarda i “beni dello spirito” la riflessione il pensiero l'anima sembra solo un inutile peso una complicazione senza senso al massimo una favola.
Così oggi il teatro sembra sempre di più una “lingua morta” (come una lingua sembra la letteratura lingua morta la storia -un tempo maestra di vita- lingua morta la stessa scuola).
Oggi la profezia di Pirandello è la nostra attualità.
Ma quella cultura del materialismo e dell'edonismo sfrenato ha condotto alle catastrofi che conosciamo e che oggi impegnano il mondo intero in una crisi che non è solo economica ma prima di tutto etica e filosofica crisi di modelli che ben prima di quanto sospettassero i suoi sacerdoti hanno mostrato tutta la loro follia suicida.
Naturalmente perché cambino modelli devono passare anni o forse decenni e intanto la domanda che diventa pressante per chi fa teatro è “che fare?”.
Nessun artista può con la sua opera cambiare il corso della storia. Nessun regista o poeta o attore può opporsi alla direzione che le cose hanno preso. Al massimo può testimoniare tenere acceso un piccolo lume -che nella notte universale non è niente ma non è poco.
Però la scelta è chiudersi nel proprio mondo -come fa Cotrone il regista il “mago” con i suoi scalognati e vivere in un mondo meraviglioso e poetico ma irreale- o affrontare la realtà sapendo che ne si uscirà sconfitti ma sapendo anche che solo quella testimonianza può avere un senso -come pretende di fare Ilse con la sua Compagnia ormai in rovina?
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