Associazione Studio Novecento
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Mysterium Apocalypsis

Dopo il clamoroso successo del debutto al Festival “Notti teatrali di £ancut” (Polonia) viene presentato per la prima volta in Italia questo spettacolo senza storia che prendendo le mosse dal famoso film “Il settimo sigillo” diventa una meditazione sulla morte e quindi sul senso della vita e sulle diverse modalità di affrontare la vita stessa. Tra ricerca e cialtroneria, materialismo e spiritualità, cinismo e disincanto un gruppo di personaggi si confronta con la costante presenza della morte –che forse è solo unmodo di manifestarsi di Dio.

Lo spettacolo si configura come un viaggio ma un viaggio nel quale il tempo è abolito. Un Capocomico cialtrone ed epicureo –ma a modo suo stoico- una attrice che forse è una strega un attore-cantante filosofo che s’interroga sulla morte e sul senso dell’universo un Fabbro infantile e violento una donna inconsapevole un eremita che non crede al mondo e ai suoi piaceri ma forse nemmeno a un aldilà si confrontano con la morte cui tentano di sfuggire finché almeno per qualcuno non si rivela come una delle ‘manifestazioni’ di Dio.

Lo spettacolo incrocia testi di Bergman e di Calderon de La Barca (‘Il gran teatro del mondo’) con testi canonici ma inquietanti come Qoelet o apocrifi come l’Apocalisse di Baruch e l’incontro con la morte trasforma lo spettacolo in una ricerca sul senso della vita.
Domanda apparentemente inattuale ma che in realtà interroga il nostro tempo materialista e sconsacrato, laicizzato nel senso più deteriore del termine e disperato, vuoto di senso e alla ricerca del senso.

Uno spettacolo senza risposte ma che offre come in una sacra rappresentazione medievale degli exempla dei modelli del comportamento umano su cui ogni spettatore è chiamato a fare la sua personalissima riflessione.


Testi da Calderon De la barca, Ingmar Bergman, Quoelet, Apocalisse di Baruch etc.
Con Elisa Pini Alessandra Roberti Elisabetta Bonizzi Stefania Lo Russo Federico Cavaliere Andrea Raffa Giuliano Torquati.
Drammaturgia e Regia di marco m. pernich.