Associazione Studio Novecento

Officina Europea di Arte dell'Attore

Una modalità del tutto innovativa per la formazione dell'attore

“Il buon attore dev'essere innanzitutto un uomo buono”
E. Vachtangov

Dalla lunga esperienza di pedagogia teatrale di Marco M. Pernich di Studio Novecento e di molti altri amici docenti -tra cui Maddalena Giovannelli, Alberto Ferraro, Vincenzo Paladino, Anna Sala, Francesca Contini, Ombretta De Biase, Christian Poggioni e poi gli amici europei Fernand Garnier, Frank Radueg, Martin Danziger, Serguei Ttimofeev, Anna Caubet Gual, Anna Dzedzic- nasce non un'ennesima Scuola di Teatro ma una modalità del tutto innovativa di intendere la formazione dell'attore.
Quello che immaginiamo è un'Officina permanente dove l'incontro e lo scambio sono tanto importanti quanto l'apprendimento tecnico e la ricerca. L'Officina si caratterizza perché non è organizzata secondo la tradizione all'italiana 'per classi' ma secondo la tradizione all'europea 'per moduli' così da permettere a ciascuno -allievo o professionista, semiprofessionista o amatore- di costruirsi un proprio percorso secondo le sue esigenze i suoi sogni i suoi desideri.
Inoltre recupera l'antica modalità formativa per cui il giovane lavorando col professionista affermato imparava sul palco il mestiere e nello stesso tempo portava energie nuove e freschezza.

Scrive uno dei maestri coinvolti (Alberto Ferraro):

"L'attore, l'artista, deve oggigiorno essere consapevole della necessità di una formazione frammentata e ad hoc, una formazione creata liberamente sulla base delle personali inclinazioni artistico espressive, senza dover accettare a scatola chiusa eventuali proposte didattiche unilaterali tipo quelle che quasi ogni scuola di teatro propina ai propri allievi. La scelta della propria formazione è un primo indice di autonomia artistica. Mi piace molto, sembra un po' il ritorno alle vecchie maestranze, quando - l'attore entrava in un teatro per apprendere l'artigianato della nostra professione".

...e un'altra (Ombretta De Biase):

"(a proposito del Metodo Strasberg) ... se sarà meglio scegliere un altro tipo di percorso non rammarichiamoci ma diciamoci francamente non fa per me. Ciò non significa che non riusciremo a diventare attori ma solo che ci sarà più congeniale intraprendere un diverso percorso".

Ovviamente questa Officina è una sfida: una sfida al cabotinage (come lo chiamava Copeau) di molti professionisti; una sfida alla presunzione di molti allievi; una sfida alle nostre certezze e abitudini; e infine una sfida al tempo disastrato povero senza lavoro e rozzo che stiamo vivendo.

Un'idea di formazione

Non se ne può più dell'attore che esibisce se stesso, dell'attore martire dell'attore demiurgo o dell'attore sacerdote.

Vogliamo un attore che si diverta come un bambino che gioca

L'Officina Europea di Arte dell'Attore è insomma l'incarnazione di un'idea di Teatro radicalmente innovativa, che mette al centro del suo interesse il gioco e l'emozione che il gioco crea, e che proprio per questo è in grado di preparare attori che col pubblico giochino e che il pubblico emozionino.

Offerta formativa

“Per ritrovare la vivente semplicità dobbiamo lavarci da tutte le sozzure del teatro”
J. Copeau

L'offerta formativa si articola su una Corsi Brevi Seminari e Laboratori cui gli allievi e tutti gli interessati possono accedere costruendo ognuno il proprio percorso formativo.

I singoli Corsi Seminari e Laboratori sono aperti a tutti coloro che hanno una preparazione di base ma non sono ancora professionisti ma anche a amatori di alto livello che pur avendo un altro lavoro nella vita vogliono continuare a sviluppare la passione per il teatro e le loro competenze e a professionisti che in questo tempo di scarse occasioni di lavoro vogliono da una parte tenersi in allenamento sfuggendo al 'cabotinage' della routine e alla depressione per la necessità di mantenersi con altri lavori e dall'altra vogliono sviluppare le loro competenze abilità capacità e professionalità.

L'idea portante è quella di una catena di trasmissione di conoscenze tra attori professionisti e attori in formazione e di scambio tra professionisti, semiprofessionisti allievi e amatori.

L'Officina quindi si basa da una parte su un metodo maieutico che ogni conduttore del singolo Corso Laboratorio o Seminario adotterà e dall'altra su un costante percorso di ricerca personale che arricchirà tutti i partecipanti in un continuo scambio.

La riflessione sui Maestri e sul lavoro svolto sarà costante completamento del percorso.

Per gli allievi

attore della scuola di teatro

La Classe si formerà come in una Compagnia Teatrale al momento della creazione degli spettacoli finali o delle dimostrazioni di lavoro di ciascun livello.
Ad ogni classe sarà invitato chi avrà raggiunto il livello ritenuto sufficiente dal Direttore della Scuola e dal suo Staff.
Le Classi saranno divise in livelli: Primo Livello Scuola di Teatro; Secondo Livello Scuola di Teatro; Laboratorio di Ricerca Attorale; Compagnia Giovani
Il Direttore Artistico della Scuola o un altro regista curerà dimostrazioni di lavoro (Primo Livello delle Scuola di Teatro) e saggi finali delle diverse Classi in momenti da concordare.
L'allievo per ottenere il diploma dovrà raggiungere tra Corsi Seminari e Laboratori e prove dello spettacolo 360 ore in due anni.

Per i giovani professionisti

Per i giovani professionisti sono previste inoltre le Officine d'Attore -che in occasioni speciali saranno aperte anche agli allievi- in un'idea di catena di trasmissione di conoscenze e di scambio tra professionisti.
Le Officine d'Attore sono momenti di studio di una scena una parte di un testo una tecnica condotti da registi-pedagoghi da Maestri ospiti o da drammaturghi.
Sono momenti di messa alla prova di testi nuovi o di ricerca su classici meravigliosi e usurati; di studio di tecniche di interpretazione o di meccanismi scenici particolari.

Per amatori di alto livello

Ricordando bene la grande lezione di umiltà del Maestro Stanislavskij che al colmo del successo al Teatro d'Arte di Mosca lascia tutto e si ritira in un sobborgo dove ricomincia daccapo con gli amatori vogliamo dare spazio a tutti coloro che a volte dopo un lungo percorso di formazione hanno scelto altre strade professionali ma cui è rimasta la passione per il teatro non come pura esibizione di sé ma come costante percorso di scoperta approfondimento e gioco.
Così in collaborazione con STN-STUDIONOVECENTO nasce la Compagnia Giovani che agirà come una vera e propria compagnia con vere e proprie produzioni teatrali che avranno una loro vita al di fuori dei circuiti teatrali ufficiali.

Sintesi dei corsi brevi, seminari e workshop

Qui di seguito sono indicati in sintesi i moduli in cui è organizzata l'officina:

Moduli

Sigla corso Modulo Ore Docente Materia
TB Pre espressività: training di base 11 Stefania Lo Russo Attrice
AP Pre espressività: Arte della Parola 10 Tecla Pirovano Attrice e doppiatrice
TPR Pre espressività: Tempi e ritmi 8 Vincenzo Paladino Attore
IMG Pre espressività: Tecnica dell'improvvisazione guidata 8 Marco M. Pernich Regista e Pedagogo
OI Pre espressività: Oggetti immaginari 8 Marco M. Pernich Regista e Pedagogo
CIIM Pre espressività: Centri idiomatici immaginari 8 Marco M. Pernich Regista e Pedagogo
ARTI MARZIALI Le arti marziali al servizio dell'energia dell'attore 15 Francesca Contini Attrice e maestra di arti marziali
MIMO Mimo 8 Anna Sala Attrice e Mimo Lecoq
IMPRO Tecnica dei match di improvvisazione 8 Giulio Locatelli Attore e docente di improvvisazione
TDANZA Teatro Danza 8 Maddalena Giovannelli Docente e critico
SCRITTURA Scrittura e conoscenza del se 15 Fernand Garnier Direttore Créarc, regista e poeta
C.D.ARTE Commedia dell'Arte 15 Alberto Ferraro Maestro di Commedia dell'Arte

Modalità

Materia Docente Ore Frequenza Date
Canto Matteo Carminati 10 5 incontri di 2 ore l'uno
Improvvisazione Giulio Locatelli 8 4 incontri di 2 ore l'uno 13/1, 20/1, 27/1, 3/2
Fonetica e Arte della Parola Tecla Pirovano 8 4 incontri di 2 ore l'uno
Oggetti immaginari Marco M. Pernich 8 4 incontri di 2 ore l'uno
Metodologia delle improvvisazioni guidate Marco M. Pernich 8 4 incontri di 2 ore l'uno
Centri idiomatici immaginari Marco M. Pernich 8 4 incontri di 2 ore l'uno
Lavoro dell'Attore Stefania Lo Russo 10 5 incontri di 2 ore l'uno
Arte dell'Attore Christian Poggioni 15 3 giornate da 5 ore l'una
Commedia dell'Arte Alberto Ferraro 15 3 giornate da 5 ore l'una
Drammaturgia Fernand Garnier 15 3 giornate da 5 ore l'una
Arti marziali e Teatro: specializzazione sulle energie Francesca Contini 15 3 giornate da 5 ore l'una
Mimo Anna Sala 15 5 incontri di 2 ore l'uno
Prove dimostrazione di lavoro 48 1 incontro alla settimana
Prove spettacolo Laboratorio di Ricerca Attorale 48 1 incontro alla settimana
Prove spettacolo Compagnia Giovani 48
Prove spettacolo Diploma Scuola di Teatro - II anno 48

Costi

Lezioni Prezzo
Pre espressività: training di base € 120,00
Pre espressività: Arte della parola I € 100,00
Pre espressività: Tempi e ritmi € 100,00
Pre espressività: Arte della parola II € 120,00
Pre espressività: Tecnica dell'improvvisazione guidata € 100,00
Centri idiomatici immaginari € 150,00
Arti marziali € 150,00
Mimo € 150,00
Tecnica dei match di improvvisazione teatrale € 150,00
Teatro Danza € 150,00
Scrittura come conoscenza di se € 200,00
Commedia dell'Arte € 200,00
Metodo Strasberg € 200,00
Arte dell'Attore € 150,00
Totale € 2240,00

La singola ora costa € 30

I costi dei singoli seminari sono riportati nella tabella qui sotto:

Modulo Prezzo
Quota associativa annuale € 50,00 all'anno
Abbonamento mensile € 100,00 al mese
Quota spettacolo € 100,00 al mese*
* Non deve pagare la quota spettacolo chi ha sottoscritto un abbonamento annuale, perché incluso e chi è nella Compagnia Giovani.

Schede

Quelle che seguono sono le schede di alcuni corsi, laboratori e seminari:

Pre espressività

Tutti i Corsi brevi di pre espressività sono finalizzati a fornire ai partecipanti gli strumenti di base che lo spettatore non deve vedere ma un attore non può non avere per tenere efficacemente la scena. Lavoro sul corpo la voce il movimento come elementi tecnici ma anche sulle energie come come elementi essenziali del fascino dell'attore che permettere di tenere agganciata l'attenzione dello spettatore. Sulla scorta di Eugenio Barba e del suo Dizionario di Antropologia Teatrale i Seminari e Corsi brevi di pre espressività mettono in campo una ricerca sottile che mutua dalle tecniche orientali del teatro e delle arti marziali e dalle ricerche e scoperte della pedagogia teatrale occidentale del Novecento.

Mimo

A cavallo tra pre espressività e approfondimenti il seminario offre un percorso di conoscenza del proprio corpo come strumento espressivo e comunicativo sulla scorta della grande lezione di Lecoq.

Impostazione del canto

Il seminario prevede un lavoro strettamente tecnico condotto da un Maestro che lavora coi cantanti lirici ed è finalizzato a fornire ai partecipanti non tanto le tecniche del canto liriche ma come utilizzare quelle tecniche per un uso più efficace della voce nella recitazione.

Arti marziali e Teatro

Il Novecento teatrale ha scoperto l'Oriente e in questa fascinazione ha trovato momenti straordinari e momenti che al di là del fascino o dell'esotismo non hanno lasciato niente al teatro. La Docente del workshop però è Maestra di Arti Marziali e Attrice e in questa sintesi esprime una caratteristica unica del suo percorso che mette a disposizione dei partecipanti straordinari strumenti per implementare la loro energia in scena.

Metodo Strasberg

Primo incontro

I fondamentali del Metodo- nozioni generali - il valore dell’immaginazione e dell’intuizione laboratorio: attivazione della memoria sensoriale – esercizi individuali e di gruppo

Secondo incontro

laboratorio - dalla memoria sensoriale alla memoria emotiva - esercizi individuali e di gruppo - studio di una scena da es. "Uno sguardo dal ponte" di A. Miller o da "‘ "Un tram che si chiama desiderio" di T. Williams o altro

Terzo incontro

Messa in scena del lavoro prescelto

Commedia dell'Arte

Un percorso che parte dalla maschera di Commedia dell'Arte per approdare ad uno studio più approfondito delle linee espressive del corpo e dell'utilizzo dello stesso in maniera più estesa, non solo legato allo standard classico dei personaggi di Commedia.

Centri idiomatici immaginari

Esistono essenzialmente quattro metodi di creazione di un personaggio. Alcuni che partono dagli esseri umani dalle loro emozioni e sentimenti dalla loro psicologia dal loro vissuto; altri che partono da metafore -animali etc.; il metodo dei Centri Idiomatici Immaginari prende le mosse da un fatto linguistico e in particolare dalle frasi fatte che in ogni lingua ma in Italiano più che nelle altre definisce modi di essere e di fare e addirittura caratteri.

Partendo dalla considerazione di Michail Cechov che individua un 'centro' per ogni personaggio da cui si irradia tutta la sua azione scenica e dal suggerimento metodologico che dà per arrivare a trovare e rendere operativo in scena questo 'centro' l'interpretazione letterale delle frasi fatte permette di trovare facilmente un 'centro' del personaggio. Poi attraverso un processo metodologicamente preciso si arriva all'interiorizzazione del personaggio.

Il vantaggio del metodo è da una parte che è un processo rapido e dall'altra che è un processo concreto che permette di verificare immediatamente e in percorso i risultati e eventualmente apportare i correttivi necessari.

Match di improvvisazione teatrale

Attraverso una serie di esercizi mirati il seminario metterà in grado i partecipanti di prendere contatto con i metodi di improvvisazione teatrale. Ma permetterà anche di approfondire e sviluppare agilità mentale reattività capacità di relazione con i colleghi in scena e con tutto ciò che in scena accadde fino a poter mettere il tutto a disposizione di un personaggio che viva sulla scena ogni volta di nuovo anche quando è inserito in uno spettacolo formalizzato.

Teatro Danza

Un percorso di scoperta delle possibilità poetiche del corpo e del movimento alla ricerca non tanto di una forma danzata ma piuttosto di uno strumento in più che attraverso il movimento e le sue possibilità tradizionali e innovative quotidiane e astratte arricchisca l'espressione dell'attore in scena.

Scrittura come conoscenza di se

Primo seminario europeo dell'Officina è una “full immersion” in un metodo di scrittura e di ricerca che incrocia elementi psicanalitici metafisici letterari e quotidiani in un'esperienza assolutamente unica e extra-quotidiana condotta dal poeta drammaturgo e Maestro Fernand Garnier. Attraverso la creazione di un testo drammaturgico organizzato attorno a una metodologia semplice ed efficace sarà possibile vedere quanti livelli di lettura riserva la più semplice delle situazioni della cosiddetta realtà.

Arte dell'Attore

Il primo a parlare in epoca moderna di cosa significhi recitare bene è stato … Amleto.

O meglio Shakespeare attraverso le parole di Amleto agli attori. Il workshop prende le mosse dai personaggi shakespeariani per permettere ai partecipanti di fare un lavoro di approfondimento sulla creazione del personaggio in scena che ha alle sue spalle la grande lezione di Strehler.

Una nota filosofica

L'Officina non vuole avere una poetica di riferimento ma aprirsi piuttosto a contaminazioni e ricerche incontri con Maestri e sperimentazioni. Però si pone ripetutamente la domanda “quale attore per il 2000?” e di conseguenza “cosa vuol dire recitare bene?”. Naturalmente e come in ogni ricerca che si rispetti ci sono alcune ipotesi di partenza da verificare nel percorso integrare smentire trasformare. Siamo convinti che quando si parla di 'teatro' si dovrebbe parlare di 'teatri' (forme diverse tradizioni diverse poetiche diverse). Ma che ci siano alcuni elementi comuni che vengono prima dei diversi 'teatri' ma senza i quali il teatro non è. Uno spazio vuoto e limitato; qualcuno che in questo spazio agisce (consideriamo ovviamente anche la parola come un'azione -azione verbale); qualcuno che intenzionalmente guarda. Questi tre elementi sono legati tra loro da un rapporto di comunicazione ma questa comunicazione è una comunicazione emotiva. Infine restiamo convinti che il teatro sia una epifania dell'invisibile (ma questo non è un dato oggettivo ma una scelta di campo). Da questa idea di teatro discende un'idea di attore che si fonda sullo studio dei Maestri e sul tentativo di rubare a ciascuno di loro un insegnamento per cercarne poi una sintesi: Diderot (autocoscienza); Stanislavskij (mettere i vissuti dell'attore a disposizione del personaggio); Brecht (mostrare il personaggio); Barba (pre espressività); Teatro Noh (energie); etc. Senza dimenticare Maestri di altre arti umane: Jung (archetipi); Watzklawicz (pragmatica della comunicazione umana); Bolen (gli dei e le dee dentro gli uomini e le donne); Balboni (comunicazione interpersonale) etc.

Per ulteriori info…

Inserisci i dati nel modulo qua sotto. Sarà nostra premura rispondere alle vostre richieste.
Per ricevere le comunicazioni correttamente occorre inserire tutti i dati richiesti.