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Leggere la poesia: recitare, interpretare o assecondare?

Siamo convinti che senza passato non ci sia futuro. La nostra scelta è quella di opporci alla deriva culturale e sociale che ci circonda conservando gelosamente un’idea di Cultura come “coltivazione dell’essere umano” e un’idea di progresso che abbia a che fare coi “beni immateriali” dell’interiorità e forse persino della spiritualità. Questa stessa idea di cultura è al centro del progetto Zattere per il futuro, e si riflette nella scelta degli incontri di STN-Academy stagione 2025 | 2026. Una “conversazione” al mese con esperti di storia, arte, teatro, letteratura, psicanalisi... per allargare il nostro sguardo e contemplare orizzonti sempre più vari. Leggere la poesia: recitare, interpretare o assecondare? | una conversazione con Stefano Aloe, Dario Tomasello, Marco M. Pernich e Stefania Lo Russo - Modera Allegra D'Imporzano Allegra d'Imporzano (editor Bompiani) intervista il professor Stefano Aloe a proposito del suo ultimo libro di poesie "Prematurologia". A seguire, la tavola rotonda "Leggere la Poesia: Recitare, Interpretare o Assecondare?" Come si legge la poesia? La lettura poetica delle attrici e degli attori tende a essere in qualche modo interpretativa: sovrappone all'Autore la sensibilità dell'Interprete. Ma esiste anche una lettura Autorale - anche se non necessariamente fatta dall'autore stesso - in cui il lettore si mette al servizio della parola e cerca di farne emergere risonanze e significati sottraendo se stesso e cercando di servire il verso. Qui s'innesta un ulteriore bivio: la lettura "a senso" e la lettura "a ritmo". Carmelo Bene sosteneva che la poesia andasse letta a ritmo, e di certo in alcuni casi la lettura a ritmo lascia emergere significati ulteriori. Però anche la lettura a senso ha le sue ragioni. Come leggere ad alta voce Montale, Quasimodo, Luzi, Antonia Pozzi, Amelia Rosselli o poesie in lingue a noi estranee, di cui si può godere solamente della musicalità originale? La tavola rotonda verrà intermezzata da letture di poesie celebri, come anche da brani tratti da lavori poetici di coloro che negli anni sono stati "amici di Studio Novecento": Stefano Aloe, Fernand Garnier, Dario Tomasello, Iolanda Insana, Maurizio Gioco e Franco Loi.

9 maggio 2026 | h. 18:00

Ancora Store

(Via Lodovico Pavoni 12, 20159, Milano - MI)

I nostri relatori

Stefano Aloe
Stefano Aloe è poeta, scrittore, saggista, storico della letteratura.
Nato a Napoli nel 1972, dal 1980 vive a Verona Professore di letteratura russa all’Università di Verona, presidente dell’International Dostoevsky Society, ricopre incarichi in diverse associazioni scientifiche e culturali.
Come studioso ha all'attivo 150 pubblicazioni fra libri, articoli scientifici, traduzioni e saggi letterari. La sua produzione letteraria è racchiusa nel volume Diario di paternità (Bergamo 2017) e nella raccolta di versi Premàturologìa (Nardò 2025). E' anche autore con Edoardo Ferrarini di Spiritus movens. Biografia di don Bernardo Antonini (1932-2002 ) (Bergamo 2022).
Cofondatore dell’Orchestra Russo-Italiana “Fratelli Perbene”, alterna all’attività scientifica un’intensa opera di divulgazione culturale, con conferenze e concerti in Italia e all’estero.

Dario Tomasello
Dario Tomasello insegna Discipline dello spettacolo presso l'Università degli Studi di Messina dove ha fondato e coordina il DAMS e il Centro Internazionale di Studi UNIVERSITEATRALI.
Ha tradotto e curato il manuale di Richard Schechner, Introduzione ai Performance Studies (CUE Press, 2018). Dirige per Editoria & Spettacolo la collana FARETESTO, dedicata ad un repertorio di testi della drammaturgia italiana contemporanea.
Ha fondato e dirige, dal 2011, “Mantichora. Italian Journal of Performance Studies”, rivista peer review di fascia A.
Dirige il Laboratorio Teatrale d'Ateneo presso l'Università di Messina.
Dal 2007 al 2013 è stato consulente scientifico per la prosa dell’Ente Autonomo Regionale Teatro Vittorio Emanuele di Messina, per il quale ha diretto, per sei anni, la stagione “Paradosso sull’autore” dedicata alla nuova drammaturgia italiana.
È stato Visiting Professor alla Sorbonne Nouvelle - Paris III e ha tenuto conferenze in molti Atenei e Istituzioni italiane ed internazionali (fra cui: Nanterre – Paris X; Columbia University; State University of New York; New York University; Istituto Italiano di Cultura di Chicago; Katholieke Universiteit Leuven; Gent University).
Ha pubblicato con Marsilio, nel 2023, il poemetto Cronicario.

Marco M. Pernich
Nasce drammaturgo alla Civica Scuola d'Arte Drammatica di Milano - l'attuale Paolo Grassi.
Ma scriveva già e già provava a far teatro a livello amatoriale. Diventa organizzatore teatrale poi regista poi si occupa di pedagogia dell'attore - sia professionista, sia amatore, sia allievo di laboratorio teatrale.
Nel frattempo fa il burattinaio, fa teatro di figura, fonda associazioni.
Scrive testi per spettacoli al chiuso e en-plain-air. Questi ultimi girano il mondo grazie a Studio Festi. Sono spesso tradotti in Inglese, Tedesco, Polacco, Gallego, Russo e in lingue orientali. Occasionalmente vince qualche premio come autore e come regista: tra essi Premio i Fiumi per la Dramamturgia 2002; Premi Romateatrofestival per la Regia 2006; Premio Fersen per la Regia 2015; Premio Fersen per la Drammaturgia 2018; finalista al Premio CENDIC-Segesta per la Drammaturgia 2016 e 2018; Premio Fersen per la regia 2022.
Molti come pedagogo teatrale - in particolare coi ragazzi delle superiori.

Oggi dirige Studio Novecento, è membro del Comitée Artistique Internationale dei Rencontres Du Jeune Theatre Europeen di Grenoble, socio fondatore della Rete-Movimento del JTE-Jeune Theatre Europeen, membro del Consiglio Direttivo di CREARC (Grenoble). È stato Consigliere Nazionale del CeNDIC (Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea).
Si occupa di scrittura drammaturgica - che insegna anche - pedagogia dell'attore e regia.
Ha insegnato teatro a Mosca (Giornata Internazionale del Teatro 2016) a Grenoble (CREARC in diverse occasioni dal 2000 in poi) a Varsavia e Frankfurt-Oder; nel 2019 collabora col CUT dell'Università di Parma.
Ha pubblicato per DBooks “Melodramma fiorentino”. Alcuni suoi testi teatrali sono stati pubblicati da diversi enti. E' in preparazione un “Breviario di Pedagogia Teatrale”.

Stefania Lo Russo
Attrice e operatrice teatrale.
Prima Attrice di Studio Novecento, lavora in diversi spettacoli, spesso diretta da Marco M. Pernich tra cui “Genesi” - premio Fersen per la Regia 2015 - e “Gli Scavalcamontagne”.
Nel 2011 partecipa a una produzione del Teatr Litseisky di Omsk, nello spettacolo scritto e diretto da Serguei Timofeev “Чужиесны” - “I sogni degli altri”.
Collabora stabilmente con il Maestro Matteo Carminati come attrice per gli Spettacoli-Concerto dedicati alle trascrizioni d’opera (si vedano ad esempio “Listz” del 2012 e “Dal Teatro all’Opera” del 2013).
Oggi continua il suo percorso artistico con Studio Novecento, recita nel ruolo di Medea in "Medeja/Medea", diretta da Silva Krivichkiene, e ha realizzato diverse regie per la compagnia STN-Studionovecento, tra cui "Mahābhārata", su testo di Marco M. Pernich, Premio Fersen per la regia e per la drammaturgia 2025.