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Gli Scavalcamontagne: prima puntata

L'Italia è un Paese teatrale. La vita si è sempre svolta, e forse si svolge tuttora, in piazza. E in piazza ogni avvenimento della vita è teatralizzato: comizi, funerali, processioni, concerti e spettacoli. Così la vicenda racconta di una Compagnia Teatrale che nasce nel 1861 - fondata da due giovani di ritorno dalle imprese garibaldine - e arriva fino ai giorni nostri. Nel microcosmo della Compagnia si riflette il macrocosmo della Società: trasformazioni politiche ma anche sociali, culturali, musicali e persino teatrali. In un colpo d'occhio unitario la Storia dell'Italia Unita si squaderna sotto i nostri occhi. In un tempo che sembra vivere di un eterno presente - come se il passato non fosse mai esistito - lo spettacolo restituisce il senso di un percorso fatto con le sue contraddizioni, i suoi drammi, i suoi episodi straordinari ma soprattutto la sua importanza fondante. Gli Scavalcamontagne: prima puntata | Atelier di Creazione Cosa fare per fare gli italiani dopo che è stata fatta l'Italia dai grandi eroi del Risorgimento? Nel marzo del 1861 il Parlamento di Torino proclama il Regno d’Italia. In quello stesso anno in un Paese della Bassa torna un giovanotto, è partito l’anno precedente con le 1000 camicie rosse del Garibaldi. Con lui un altro giovanotto: un poeta, che negli ultimi due anni ha combattuto coi garibaldini. Assieme a una Maestrina fondano una Compagnia Teatrale “Per aiutare a fare gli italiani” e, nel il Teatrino della Contessa, mettono in scena “Italia. Nascita di una Nazione” Presto la Compagnia si costituisce una piccola solida fama e va su e giù per l’Italia della seconda metà dell’Ottocento. Nascono prima i figli e poi i nipoti, le generazioni si susseguono: i ruoli vengono ereditati dai giovani e gli anziani membri si ritirano, stanchi di una vita di stenti ma soddisfatti del percorso e lieti di passare il testimone. La Compagnia assiste ai massacri del pane, all'assassinio di Umberto I e continua la sua vita fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che determina una spaccatura interna. Coloro che restano si ritrovano a fare avanspettacolo per le truppe. Per concludere l'ottantesimo Anniversario della Liberazione e in apertura dell'ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica, la prima puntata de "Gli Scavalcamontagne" è una dedica all'Italia, pregna delle speranze di chi l'ha costituita. Uno spettacolo che restituisce sia il modo di vivere degli Italiani di metà Ottocento, che il modo di recitare dell'epoca. Nel racconto sono incorporati aneddoti della storia famigliare dell'autore, nonché episodi storicamente accaduti ai Grandi Attori italiani. Le trasformazioni storiche - guerre, rivolte, crisi - e l’evolvere della società trovano all’interno della Compagnia e attorno ad essa - autorità pubbliche, gente comune, nobili - un riflesso che ce la fa vicine. In un solo sguardo ciò che oggi siamo, le radici da cui proveniamo, la Storia di cui oggi siamo portatori si squaderna sotto i nostri occhi. Testo e regia di Marco M. Pernich Con Ginevra Bibolotti, Andrea Bonzi, Andrea Buquicchio, Alessandro Elia, Allegra d’Imporzano, Alessandro Gentile, Giorgia Izzo, Francesco Malloggi, Federico Opiparo, Alice Pareyson, Benedetta Ravelli, Viola Rindone, Elena Sangalli, Leonardo Sarzi-Braga e Iacopo Zotti e con la partecipazione straordinaria di Raffaello Panaccione Durata: 60 minuti

20 dicembre 2025 | h. 20:00

Studio Novecento

(Via Menabrea 27, 20159, Milano - MI)