Questo browser non supporta o blocca JavaScript.

JavaScript è necessario per visualizzare correttamente questa pagina.

Gli Scavalcamontagne: quarta puntata

L'Italia è un Paese teatrale. La vita si è sempre svolta, e forse si svolge tuttora, in piazza. E in piazza ogni avvenimento della vita è teatralizzato: comizi, funerali, processioni, concerti e spettacoli. Così la vicenda racconta di una Compagnia Teatrale che nasce nel 1861 - fondata da due giovani di ritorno dalle imprese garibaldine - e arriva fino ai giorni nostri. Nel microcosmo della Compagnia si riflette il macrocosmo della Società: trasformazioni politiche ma anche sociali, culturali, musicali e persino teatrali. In un colpo d'occhio unitario la Storia dell'Italia Unita si squaderna sotto i nostri occhi. In un tempo che sembra vivere di un eterno presente - come se il passato non fosse mai esistito - lo spettacolo restituisce il senso di un percorso fatto con le sue contraddizioni, i suoi drammi, i suoi episodi straordinari ma soprattutto la sua importanza fondante. Gli Scavalcamontagne: quarta puntata | Atelier di Creazione Il Quarto Volume de Gli Scavalcamontagne racconta il lungo periodo di transizione tra la fine del Secolo Breve e l'avvento del nuovo millennio con l'irruzione del mondo globale anche nel microcosmo della Compagnia, fino alla crisi economica del 2008 che porta alla chiusura della chiesetta diventata teatrino nel 1866. Assistiamo al progressivo scioglimento della Compagnia. Dopo la stagione delle proteste e della violenza politica, l'Italia vede un progressivo ripiegamento verso la dimensione privata e la voglia di edonismo degli anni '80. Persino il Senatore e la Contessa sembrano superati dalla Storia, ora che le nuove parole d'ordine sono quelle del Giovane Imprenditore. La compagnia assiste impotente prima ai funerali di Berlinguer, poi alla morte di Falcone e Borsellino e all'attentato delle Torri Gemelle. Ruggero e Vittoria si ritirano in campagna, Giorgio emigra in Argentina e Ferruccio abbandona le scene, finché la compagnia non si riduce a due membri e decide di concentrarsi sempre di più sulla sua scuola di teatro, finché, prossima alla chiusura, non decide di raccontare la sua storia ormai centocinquantenaria. Finisce il racconto, ma resta qualcosa che va al di là del teatro: qualcosa si prepara e il finale dà un futuro alla memoria e una speranza ai giorni che verranno. La lunga avventura della tetralogia de Gli Scavalcamontagne è un'iniziativa unica sia per il respiro che possiede, sia per il coinvolgimento di un gruppo di giovani cittadini che, pur amando e praticando il teatro e avendo una formazione teatrale, non sono professionisti - ci sono insegnanti e ricercatori, editor e insegnanti di nuoto, ingegneri e librai, formatori e psicologi. Guidati da una passione civile questi giovani offrono il loro lavoro alla città riportando il teatro in quanto luogo della Comunità al centro del villaggio. In un tempo di autismo da schermo e da app una proposta radicalmente altra che ricorda a tutti in un solo sguardo che altro esiste, e questo altro è parte costitutiva e imprescindibile di ciò che siamo. Testo e regia di Marco M. Pernich Con Ginevra Bibolotti, Andrea Bonzi, Alessandro Elia, Allegra d’Imporzano, Alessandro Gentile, Giorgia Izzo, Francesco Malloggi, Federico Opiparo, Alice Pareyson, Benedetta Ravelli, Viola Rindone, Elena Sangalli, Leonardo Sarzi-Braga e Iacopo Zotti e con la partecipazione straordinaria di Raffaello Panaccione

26 giugno 2026 | h. 21:00

Studio Novecento

(Via Menabrea 27, 20159, Milano - MI)