L'Italia è un Paese teatrale. La vita si è sempre svolta, e forse si svolge tuttora, in piazza. E in piazza ogni avvenimento della vita è teatralizzato: comizi, funerali, processioni, concerti e spettacoli. Così la vicenda racconta di una Compagnia Teatrale che nasce nel 1861 - fondata da due giovani di ritorno dalle imprese garibaldine - e arriva fino ai giorni nostri. Nel microcosmo della Compagnia si riflette il macrocosmo della Società: trasformazioni politiche ma anche sociali, culturali, musicali e persino teatrali. In un colpo d'occhio unitario la Storia dell'Italia Unita si squaderna sotto i nostri occhi. In un tempo che sembra vivere di un eterno presente - come se il passato non fosse mai esistito - lo spettacolo restituisce il senso di un percorso fatto con le sue contraddizioni, i suoi drammi, i suoi episodi straordinari ma soprattutto la sua importanza fondante. Gli Scavalcamontagne: seconda puntata | Atelier di Creazione Dopo la Guerra i nipoti dei mitici fondatori della Compagnia del 1861 decidono di rifondarla. Ma in Italia è il tempo del Biennio Rosso e anche all’interno della Compagnia si creano contrapposizioni: l’avvento del Fascismo e la sua trasformazione in regime radicalizzano le posizioni e creano continui scontri tra Capocomico e Primattore. Nei cosiddetti "Anni del Consenso" il Primattore fa arrestare il Capocomico – che viene mandato al confino – e prende in mano la compagnia. Nel 1940 scoppia la Seconda Guerra Mondiale. Grazie agli appoggi del Primattore la Compagnia recita per le truppe in Italia, poi in Grecia, fino in Russia, ma nel dicembre del 1942 è travolta dalla controffensiva russa e deve scappare. A luglio del ‘43 è a Roma: cade il fascismo ma la guerra continua. L’8 settembre la Compagnia è di nuovo nel Paese della Bassa. Sembra che la guerra sia finita, invece inizia la parte più tragica. La Compagnia sopravvive a stento nelle cittadine del Nord, ma intanto si organizza la lotta Partigiana e il Figlio del Capocomico diventato partigiano vendica il padre. Stavolta la Guerra stavolta è davvero finita. È il momento di rifondare l'Italia, ma questa parte della storia è affidata al terzo volume de "Gli Scavalcamontagne" Testo e regia di Marco M. Pernich Con Ginevra Bibolotti, Andrea Bonzi, Alessandro Elia, Allegra d’Imporzano, Alessandro Gentile, Giorgia Izzo, Francesco Malloggi, Federico Opiparo, Alice Pareyson, Benedetta Ravelli, Viola Rindone, Elena Sangalli, Leonardo Sarzi-Braga e Iacopo Zotti e con la partecipazione straordinaria di Raffaello Panaccione Durata: in via di definizione