In questo tempo confuso che ci è dato in sorte di vivere, possiamo cavalcare le onde dell’oceano in tempesta e fare surf sulla realtà, sperando di sopravvivere o di averne qualche vantaggio, o possiamo scegliere di caricare le nostre "Zattere" con ciò di meglio ed di essenziale il passato ci ha donato, per consegnarle ai giovani che domani, in un porto che non possiamo (ancora) vedere, ne faranno cose meravigliose (che non possiamo nemmeno immaginare). Siccome siamo convinti che senza passato non ci sia futuro, la nostra scelta è stata quella di opporci alla deriva imperante, conservando gelosamente un’idea di Cultura come “coltivazione dell’essere umano” e di progresso che non si riduca a pura innovazione tecnico-scientifica - pur importante e necessaria (e insieme pericolosa) - ma che abbia a che fare coi "beni immateriali" dell’interiorità e forse persino (ma è parola vietatissima oggi) della spiritualità. L'alba della democrazia | Corso Intermedio Young da Eschilo e altri autori Nella nostra ricerca di radici e di frammenti di una preziosa eredità da trasmettere al futuro non potevamo non confrontarci col capolavoro di Eschilo - l'Orestea - che narra in maniera aurorale e sorgiva la nascita della democrazia. Oggi - di fronte alla crisi della democrazia - stanchezza, paura (spesso alimentata da una dissennata narrazione pubblica) e voglia di semplicità davanti all’incomprensibile complessità del mondo, spingono sempre più elettori e d elettrici ad affidarsi a Uomini (e Donne) apparentemente ‘forti’ - coi risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti coloro che vogliano guardare. Richiamare oggi il mito di Eschilo ci ricorda come la democrazia sia ‘sacra’ (nasce sotto il patrocinio di una Dea) e richieda impegno, riflessione e fatica, una riflessione più che mai necessaria. Se poi questa nascita è narrata con le parole di Eschilo, che toccano vertici di profondità assoluta e offrono l’occasione per confrontarsi anche con altri temi - la nascita dell’Essere Umano Storico, la fine delle divinità antiche e l’affermarsi delle nuove divinità dell’Atene borghese... - allora è chiaro come sulla nostra zattera non potesse non esserci questo testo fondante del teatro occidentale. Qui il teatro diventa davvero ‘luogo della comunità’. Testo e regia di Marco M. Pernich In scena Dalia Abbadi, Alessia Biondi, Mattia D’Agostino, Laura Nobile, Paolo Polenta, Leonardo Regazzoni e Nicolò Valenza