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“Caro Duce,
sono Maria, una piccola bambina di anni 7 che va nella classe seconda elementare.
Mi dispiace ancora di non saperVi esprimere con la mia scrittura i miei pensierini e che per ora mi aiuta la mia maestra. Il mio sogno da grande è di riuscire a scriverVi bene. Questo vuol dire che andrò a scuola per sempre, che mi piace molto. […]
Davanti alla scuola c’è una bella piazza con un grande albero al centro. La bandiera sventola tutte le mattine e io e i miei compagni alziamo le nostre mani”
(Il sole della vittoria è sorto sulla nostra amata patria, Christian Gallucci | da “Caro Duce - Lettere di donne italiane a Mussolini 1922-1943")

Lo spettacolo

Fin da bambina, Maria scrive a Benito Mussolini, che ha imparato a conoscere e ad amare come un padre.
Nelle lettere che invia al suo Caro Duce, racconta del villaggio sotto le montagne in cui è nata e cresciuta, dove non può proseguire la scuola e deve sposarsi in fretta e furia; racconta del suo sogno di prendere il treno e di come la madre le abbia insegnato a considerare come un padre anche il Direttore della scuola del villaggio.
La vicenda ha luogo tra il 5 e il 9 maggio del 1936: con due grandi adunate il Duce proclama la fine delle ostilità in Etiopia e la nascita dell’impero. Maria è sola con i suoi bambini, il marito a combattere in Africa, il Direttore a Roma per partecipare alle celebrazioni, la scuola chiusa. Proprio durante questa settimana arriva dalla città Camilla, maestra elementare chiamata a insegnare nel villaggio. Ospite a casa di Maria, la loro iniziale ostilità si trasforma in un’amicizia solidale che lascia spazio alla realizzazione che la diversità esiste e può essere accettata; che la violenza subita non è mai giustificabile; che i treni non sempre arrivano in orario.

Il progetto

Il sole della Vittoria è sorto sulla nostra amata Patria è uno spettacolo che nasce da un’indagine drammaturgica sul tema della violenza – in particolare di genere – all’interno di contesti familiari, educativi, professionali; nelle grandi città così come nei piccoli villaggi. Un'indagine su come infine, questa violenza possa propagarsi fino a coinvolgere un intero Paese.
La vicenda di Camilla e Maria prende spunto dal libro “Caro Duce – Lettere di donne italiane a Mussolini 1922-1943" e racconta di due donne diversissime per estrazione sociale e vissuti: l’una figlia di un medico, maestra, nubile e omosessuale; l’altra appena ventenne, già madre di due figli, poco o per nulla istruita, vittima di violenze per buona parte della sua vita. Si tratta di due volti dello stesso regime: la libertà cittadina e borghese di Camilla da un lato, dall’altro la fede di Maria in un modello basato sulla completa accettazione del proprio ruolo.
Ognuna a suo modo rimarranno perciò vittime della violenza mistificatoria del regime, governato in tutto e per tutto da uomini. E sono proprio gli uomini a essere assenti in questa storia. La loro assenza è violenta, il controllo e il potere che esercitano non ha bisogno della presenza dei loro corpi.
Il sole della Vittoria è sorto sulla nostra amata Patria ci fa intravedere la possibilità di un andamento ciclico della storia e ci mette in guardia dal fatto che le conquiste della modernità, della cultura e dell’istruzione non sempre bastano a proteggerci dal ritorno di antiche tentazioni.

La locandina

Testo e regia di Christian Gallucci

Con Anna Sala e Bianca Cerro

Una produzione STN-Studionovecento
Testo vincitore del Con-Test AmletA 2024