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“Quello che c’è qui c’è anche altrove. Ma quello che non c’è qui, non lo si trova da nessun’altra parte” (Mahabharata I, 56, 33)

Il progetto

Mahābhārata, il più vasto epos che il mondo conosca, narra la storia di una guerra: lo scontro fra i cinque principi Pandava e i loro cento cugini Kaurava per la successione al trono nel regno del Kuruksetra. È stato detto che quanto rende importante in India un evento non è che sia accaduto in un particolare tempo o luogo, ma il fatto che si sia moltiplicato, che sia accaduto in molti luoghi. Per questo una vertigine di riconoscimento, pur nell’esotismo di nomi e di forme, coglie a qualunque latitudine chi per la prima volta ascolti questa storia – tanto più in mesi come questi, in cui sentiamo venti di guerra soffiare sul mondo. Storia fluviale, che ci riguarda tutti perché convoglia il tutto, risalendo indietro e poi proiettandosi in avanti, raccontando guerra, eroismi, viltà, innocenza, seduzioni, amori, dèi, gioie e dolori: storia-mondo che accoglie infiniti mondi, storia in cui perdersi e ritrovarsi. Parafrasando Henri Michaux: narrate questa storia a un vecchio stecco, gli farà metter radici e spuntar foglie.

La locandina

Testo di Marco M. Pernich
Regia di Stefania Lo Russo
Musiche della tradizione indiana rielaborate e registrate da Sofia Paoli, Sarina Paoli e Thi Ly Procacci
Coreografie di Stefania Lo Russo e Daniela Chiarello
Costumi di Marina Perelli Regini Con Andrea Bonzi, Bianca Cerro, Bianca Del Basso, Lorenzo Fonti, Elisa Marinai, Francesco Maria Nigrelli, Andrea Pella, Giacomo Piseri, Ailin Chiara Tracchia, Leonardo Sarzi-Braga, Riccardo Francesco Serra
e con la partecipazione speciale di Sofia Paoli (voce) e Thi Ly Procacci (bansuri) Una produzione STN-Studionovecento
Premio Fersen alla regia e alla drammaturgia 2025

Dicono di noi

“Une fresque magnifique d’une histoire qui ne cesse de se renouveler”
“Un affresco magnifico di una storia che non smette mai di rinnovarsi”

Fernard Garnier, direttore artistico di Crearc (Grenoble, France)

“Guerra, pace, amore, odio, religione, magia... nulla è tralasciato dell’opera originale e in sintesi, nulla viene tralasciato nello spettacolo di Lo Russo soprattutto dal punto di vista dell’attualizzazione”

Ombretta De Biase, scrittrice e critica teatrale
CorrieredelloSpettacolo.net

“La regia di Stefania Lo Russo è dinamica ed evocativa. Luci ed ombre, movimenti atletici degli attori carichi di fisicità poetica, questi gli elementi essenziali della regia di Lorusso che ha saputo tenere alto il ritmo, esaltando la forza delle parole del testo di Pernich.”

Angela Villa, drammaturga e critica teatrale
Dramma.it

“Un mondo intero rivive davanti ai nostri occhi, nella gloria e nel dolore, e il pubblico ne esce commosso, avvinto dalla forza e dalla delicatezza di quest’epica leggendaria. Allo spegnersi delle luci, pare di risvegliarsi da un sogno durato ere, e non si vorrebbe altro che riviverlo ancora.”

Alessandro Sergio Martino Gentile, autore e editor
La Tigre di Carta
Mahābhārata, STN-Studionovecento | 1 luglio 2024, Esapce 600 (Grenoble, fr) © Giulia Berruti