Il progetto
In un tempo senza tempo e in uno spazio senza spazio Giasone attende. Non sa che cosa finché non appare Tiresia il veggente-profeta. In quello stesso non-spazio e non-tempo compare anche Medea prigioniera dell’istante immediatamente precedente l’assassinio dei suoi figli.
Ma forse non è del tutto vero.
La locandina
Testo di Marco M. Pernich (traduzione di Ieva Frigerio)
Regia di Silva Krivichkiene
Luci di Andrea Pella
Scene di Antonello Ruggeri
Costumi di Ieva Zubaitytė
“Questa Medeja italo-lituana non solo si dimostra una magistrale lezione di teatro, tanto nell’impostazione quanto nella recitazione, ma si rivela precisamente il frutto degli ideali di condivisione e scambio della rete del Jeune Théâtre Européen: la sensibilità viscerale e ctonia della cultura lituana – si pensi al memorabile Amletas del compianto Eimuntas Nekrošius – si coniuga perfettamente al dionisiaco di Euripide. Si dice spesso che solo allontanandosi si riesce a vedere con chiarezza ciò che non siamo in grado di distinguere da vicino”
La Tigre di Carta
Dicono di noi
“Un chœur et des acteurs magnifiques. Une Médée comme on ne l’a jamais vue : torturée par le remords. Un spectacle qui coupe le souffle et approche le sublime.”
“Un coro e degli attori magnifici. Una Medea come non si è mai vista: tormentata dal rimorso. Uno spettacolo che toglie il fiato e sfiora il sublime”