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“Forse anche i colpevoli sono innocenti. Innocenti di quello che sono stati prima di diventare colpevoli” (Medeja/Medea, M. M. Pernich)

Il progetto

In un tempo senza tempo e in uno spazio senza spazio Giasone attende. Non sa che cosa finché non appare Tiresia il veggente-profeta. In quello stesso non-spazio e non-tempo compare anche Medea prigioniera dell’istante immediatamente precedente l’assassinio dei suoi figli. Giasone si confronta con il Giasone di molti anni prima il giovane partito all’avventura oltre il mare che si è innamorato della sacerdotessa e l’ha portata con sé. Ma anche Medea si confronta con la Medea ragazza e sacerdotessa e la Medea giovane donna fuggita con Giasone. Fino al momento in cui Medea e Giasone sono a confronto l’uno con l’altra. Ma il confronto fallisce. Nè Medea né Giasone possono perdonare sé stessi e quindi non possono perdonare l’altro. Non è ancora tempo per una riconciliazione. Ma un altro personaggio rivendica di essere l’unica vera vittima della storia di Medea e Giasone: è Creusa figlia del re di Corinto e promessa sposa di Giasone uccisa da Medea. Medea e Creusa in un drammatico confronto trovano però il modo di riconciliarsi. Alla fine Tiresia dice che il suo compito è fallito.
Ma forse non è del tutto vero.

La locandina

Testo di Marco M. Pernich (traduzione di Ieva Frigerio)
Regia di Silva Krivichkiene
Luci di Andrea Pella
Scene di Antonello Ruggeri
Costumi di Ieva Zubaitytė con Greta Antulytė, Aksenija Belova, Bianca Cerro, Meda Kačergytė, Rasa Kareivienė, Lina Kazlauskienė, Povilas Krivickas, Tomas Kumpiniauskas, Stefania Lo Russo, Olegas Paliulis, Giacomo Piseri, Ailin Chiara Tracchia e Ieva Zubaitytė
Una produzione STN-Studionovecento in collaborazione con Mažoji Teatro Akademija

Dicono di noi

“Un chœur et des acteurs magnifiques. Une Médée comme on ne l’a jamais vue : torturée par le remords. Un spectacle qui coupe le souffle et approche le sublime.”
“Un coro e degli attori magnifici. Una Medea come non si è mai vista: tormentata dal rimorso. Uno spettacolo che toglie il fiato e sfiora il sublime”

Fernard Garnier, direttore artistico di Crearc (Grenoble, France)

“Questa Medeja italo-lituana non solo si dimostra una magistrale lezione di teatro, tanto nell’impostazione quanto nella recitazione, ma si rivela precisamente il frutto degli ideali di condivisione e scambio della rete del Jeune Théâtre Européen: la sensibilità viscerale e ctonia della cultura lituana – si pensi al memorabile Amletas del compianto Eimuntas Nekrošius – si coniuga perfettamente al dionisiaco di Euripide. Si dice spesso che solo allontanandosi si riesce a vedere con chiarezza ciò che non siamo in grado di distinguere da vicino”

Alessandro Sergio Martino Gentile, autore e editor
La Tigre di Carta
Foto di Medeja/Medea