Il tema
“Nel momento in cui l’Umanità, persi tutti i punti di riferimento etici umani sacri e abbandonate le regole condivise che hanno dato forma al Mondo - con tutti i loro difetti e criticità - dal secondo dopoguerra in poi, si avvia allegramente verso la propria distruzione è necessario che qualcuno - ognuno nel suo campo e anche nel suo piccolo - costruisca zattere su cui caricare quello che si può salvare delle conquiste etiche politiche umane scientifiche filosofiche artistiche per farle galleggiare sulle acque in tempesta del Nulla, che sembrano sul punto di inghiottirci, e affidarle al futuro.
Non ci sono stelle su cui regolare la rotta e la bussola o il GPS non servono. Nessuna sa se e dove queste zattere arriveranno. Sono astronavi lanciate nel buio interstellare alla ricerca di nuovi pianeti. L’oceano oggi è in tempesta e il porto non si vede. Ma il porto c’è anche se ancora non è all’orizzonte.
Sulle zattere abbiamo caricato quello che di meglio ci è parso di avere imparato ereditato scoperto in tutti questi anni. Non è tutto quello che vorremmo salvare e forse nella selezione il nostro gusto minoritario, le nostre passioni inattuali, i nostri amori inammissibili hanno avuto un ruolo che non vediamo. Ma sulle zattere di questa nostra piccola flottiglia abbiamo messo tutto ciò in cui crediamo e di cui crediamo che abbia valore.
Le zattere daranno un futuro alla memoria e una memoria al futuro. Una memoria (e una tradizione) che trasformandosi e trasformando vivono e danno vita. (Per altro non sarebbe una novità: è già successo nella storia dell’Umanità). Noi facciamo la nostra parte e costruiamo le nostre zattere per caricarle di quella parte di sapere e di savoir faire che ci è stata affidata per trasmetterla al futuro.
Voglio concludere queste righe dicendo che “Zattere per il Futuro” è il contrario di qualunque cancel culture, dello sciocchezzaio contemporaneo che si dà arie di profondità ma si ferma alla superficie della superficie e della distruzione della Cultura Umanistica - cioè quella che ha come obbiettivo la coltivazione di un essere umano armonioso e completo - messa in atto dal Mondo in cui viviamo, con la cieca adesione di tanti, che in nome della fatidica domanda “A cosa serve?” e dell’altrettanto mitico “Nuovo”, immaginano un essere umano puramente produttore/consumatore.
Con Zattere per il Futuro Studio Novecento prosegue nella sua strada di monastero che conserva il meglio di ciò che ci è stato affidato per consegnarlo alle nuove generazioni che ne faranno qualcosa di meraviglioso che non possiamo nemmeno immaginare”
Il direttore artistico
Marco M. Pernich